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"Blues Noir" al Centro Direzionale: quando il mito del diavolo incontra l'anima di Napoli
myBand.it · 28/09/2026 16:44

"Blues Noir" al Centro Direzionale: quando il mito del diavolo incontra l'anima di Napoli

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Una serata di musica, mistero e narrazione ha trasformato l'Arena del Centro Direzionale in un crocevia di storie maledette e note avvolgenti. Un connubio perfetto tra parole e suoni che ha incantato il pubblico.

Ci sono luoghi che, per loro natura, sembrano fatti per ospitare storie. Ieri sera, l'Arena del Centro Direzionale di Napoli (Isola E2) si è trasformata nel palcoscenico ideale per Blues Noir – Leggende nere della musica, un evento che ha saputo fondere il fascino oscuro delle origini del blues con la potenza evocativa del teatro.

L'appuntamento, inserito nella rassegna "Colpi di Scena – Teatro, mistero, blues e soul nella Napoli policentrica" promossa dalla Fondazione Il Canto di Virgilio (progetto "Affabulazione 2026"), ha regalato al pubblico un'esperienza fuori dal comune. Non un semplice concerto, ma un vero e proprio viaggio narrativo tra le pieghe più oscure della musica americana.

Il racconto: dal patto col diavolo al Club 27
Sul palco, illuminate da suggestive luci verdi e blu che creavano un'atmosfera da noir metropolitano, si sono alternate le note e le parole. La voce narrante di Paolo Cresta ha guidato il pubblico in un percorso affascinante, fatto di miti e leggende. Dai misteri che avvolgono la figura di Robert Johnson – il leggendario chitarrista che, secondo la leggenda, vendette l'anima al diavolo a un incrocio per imparare a suonare – fino al tragico e celebre Club 27, il racconto ha tessuto una trama perfetta con la musica.

La musica: il trio d'eccezione
A dare corpo e anima alla narrazione ci ha pensato un trio di musicisti straordinari: Giulio Martino, Umberto Lepore e Carlo Lomanto. Le loro note hanno accompagnato le parole, creando un dialogo costante tra testo e suono. Il risultato è stato un affresco sonoro intenso, capace di restituire tutta la malinconia e la sensualità del blues delle origini, calato però in una dimensione contemporanea e urbana.

Una location inaspettata
A rendere la serata ancora più speciale è stata la scelta della location. L'Arena del Centro Direzionale, con le sue architetture moderne e i suoi grattacieli che si stagliano contro il cielo notturno, ha offerto uno scenario inaspettato e di grande impatto visivo. Le luci della città e il buio della notte hanno fatto da cornice a un evento che ha saputo riscaldare l'anima, nonostante la fresca serata autunnale.

Il pubblico, seduto in rigoroso silenzio e attentissimo, si è lasciato trasportare da questo mix di teatro, mistero e musica. Blues Noir non è stato solo un concerto, ma una vera e propria esperienza sensoriale, un momento di condivisione culturale che dimostra ancora una volta come Napoli sappia reinventarsi e offrire spazi di qualità e profondità.

L'appuntamento è solo uno dei tanti tasselli di una rassegna che sta portando teatro e musica nei quartieri della "Napoli policentrica", confermando la vitalità di una scena culturale che non smette mai di sorprendere.

Per chi se lo fosse perso, la rassegna prosegue. Le informazioni sui prossimi eventi sono disponibili sul sito della Fondazione Il Canto di Virgilio.
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