rosewood, esce "vero hustler": cinque brani da un minuto, cinque generi e un unico racconto
"vero hustler" è il nuovo EP di rosewood: cinque brani da un minuto ciascuno, nati per vivere attraverso il linguaggio rapido e immediato dei social media e poi riuniti in un unico lavoro, sulle piattaforme digitali e in chiave audiovisiva.
Ne nasce un vero concept EP, articolato in cinque episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood attraversa l'old school hip hop contaminato dal rock, il lo-fi, la hard techno, la trap metal e il pop punk, usando generi e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente. A tenere insieme il progetto è un'identità precisa: quella di chi cerca di rimanere genuino in una realtà precaria, caotica e spesso costruita sull'apparenza.
Il titolo ribalta volutamente l'immaginario tradizionale dell'hustler: non chi ostenta successo, denaro o status, ma chi continua a portare avanti il proprio percorso, facendo i conti con fragilità e ostacoli quotidiani. Ad accompagnare l'EP c'è un video concept composto dai cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto.
La tracklist:
- "1996": su una base old school hip hop con forti influenze rock e dnb, è manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, precarietà e critica sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le contraddizioni del presente, con una dichiarazione precisa: continuare a immaginare che qualcosa possa cambiare.
- "sfighe": tra chillout, lo-fi e indie, trasforma una collezione di piccoli disastri quotidiani in un racconto ironico dell'ansia e della precarietà emotiva.
- "up!": cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit per il momento più fisico e liberatorio dell'EP, tra riferimenti autobiografici, cultura nerd e il legame con la "città dell'acciaio".
- "hustler": il nucleo concettuale del progetto, in territorio trap metal. Al centro il rifiuto dell'apparenza e di una scena musicale percepita come sempre più artificiale.
- "ricordi?": la chiusura, su coordinate pop punk e su un terreno più intimo, dove mancanza e impazienza si intrecciano in poche immagini dirette.
rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o pensare che sia il mondo ad esserlo. Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana. Dal vivo diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze. Negli anni ha partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.
Video: https://www.youtube.com/watch?v=0lRquya1gtc
Ascolta "vero hustler": https://orcd.co/rosewood-verohustler
Facebook: https://www.facebook.com/rosewood.m7
Instagram: https://www.instagram.com/rosewood_off
Ne nasce un vero concept EP, articolato in cinque episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood attraversa l'old school hip hop contaminato dal rock, il lo-fi, la hard techno, la trap metal e il pop punk, usando generi e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente. A tenere insieme il progetto è un'identità precisa: quella di chi cerca di rimanere genuino in una realtà precaria, caotica e spesso costruita sull'apparenza.
Il titolo ribalta volutamente l'immaginario tradizionale dell'hustler: non chi ostenta successo, denaro o status, ma chi continua a portare avanti il proprio percorso, facendo i conti con fragilità e ostacoli quotidiani. Ad accompagnare l'EP c'è un video concept composto dai cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto.
La tracklist:
- "1996": su una base old school hip hop con forti influenze rock e dnb, è manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, precarietà e critica sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le contraddizioni del presente, con una dichiarazione precisa: continuare a immaginare che qualcosa possa cambiare.
- "sfighe": tra chillout, lo-fi e indie, trasforma una collezione di piccoli disastri quotidiani in un racconto ironico dell'ansia e della precarietà emotiva.
- "up!": cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit per il momento più fisico e liberatorio dell'EP, tra riferimenti autobiografici, cultura nerd e il legame con la "città dell'acciaio".
- "hustler": il nucleo concettuale del progetto, in territorio trap metal. Al centro il rifiuto dell'apparenza e di una scena musicale percepita come sempre più artificiale.
- "ricordi?": la chiusura, su coordinate pop punk e su un terreno più intimo, dove mancanza e impazienza si intrecciano in poche immagini dirette.
rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o pensare che sia il mondo ad esserlo. Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana. Dal vivo diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze. Negli anni ha partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.
Video: https://www.youtube.com/watch?v=0lRquya1gtc
Ascolta "vero hustler": https://orcd.co/rosewood-verohustler
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